Lovettecannas 23-24 Giugno 2007

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Sole e caldo sono nemici molto duri da sconfiggere per chi come me non sopporta le temperature alte. Bisogna correre ai ripari, grotta  è la parola d’ordine.
Controllo in sede, nella bacheca, se trovo qualcosa da fare per il fine settimana del 23-24, eccolo: Lovettecannas.

Non mi devo preoccupare di pensare dove potrei andare. È tutto organizzato da Sergio. Siamo già a venerdì e all’uscita aderiscono 6 persone, me compreso. Vorrebbe venire anche Giovanni ma gli orari di lavoro non glielo permettono, ci raggiungerà solo per la cena del sabato e domenica riprenderà il suo posto nella spiaggia, a controllare se tutti sanno almeno galleggiare.

L’idea di entrare a Lovettecannas mi entusiasma tantissimo, è da un bel po’ che non entro e le ultime scoperte non le conosco. Non vedo l’ora di trovarmi all’ingresso della grotta.

Decidiamo l’orario di partenza e dove incontrarci. A casa mia alle 17:30, in modo che alle 18:00 possiamo partire. Partiamo quasi in perfetto orario, con tappa a Barisardo. Lì incontriamo alcuni ragazzi dello Spano. Scambiamo due chiacchiere e poi loro proseguono. Noi ci tratteniamo ancora qualche minuto, il tempo di consumare qualche caffè, gelato patatine e una “bionda”. Da li ripartiamo con destinazione Campo dei Ginepri a Baunei.

Arrivati al campo, montiamo le tende e prepariamo per cena. Io vengo tacitamente incaricato di accendere il fuoco e arrostire. La temperatura esterna è alta, figuratevi vicino al fuoco, ma per sfamare i miei amici faccio tutto molto volentieri. Sono aiutato nel servizio mensa da “Lamentina” Manca, che però stancatasi di tagliare la carne che le passavo ha deciso di amputarsi una falange, per di più col mio coltello, in modo che potessero accusarmi del reato. Scuse migliori non poteva trovarne!?!?.

Dopo averla accuratamente assistita nel medicarsi (tecnica di automedicazione di alta scuola chirurgica, succhiata di dito da paura!) ripristiniamo il livello di sangue perso con un bel bicchierone di vino rosso. Non potendo lasciare sola la nostra amica in una operazione cosi delicata si è deciso un brindisi collettivo. Ripresa la cena Sergio e Silvano ci offrono uno spettacolo teatrale, una danza tribale di ancestrale provenienza; praticamente si stavano rotolando intorno al fuoco raccogliendo tutta la cenere presente in quella zona. Non so chi abbia vinto tra i due ma Sergio è la persona che ha raccolto più sporcizia da terra.

Riprendiamo a sparare c*****e (scemenze) sino alle… boh chi lo sa. Quando la stanchezza ci ha consigliato di sdraiarci lo abbiamo fatto. Prima di fare questo però una scrutata al cielo super stellato non potevamo non darla. Ora si, tutti a nanna.

Io e Francesca entriamo in tenda e troviamo Claudia che dorme a testa in giù, questa donna pian piano si sta “ipogeizzando” sta assumendo le sembianze di un pipistrello. Prendo sonno quasi istantaneamente ma vengo svegliato varie volte da maiali e asini in calore, e non era dovuto alla temperatura dell’aria.

Sveglia alle ore 7:30, pian piano usciamo tutti dalle tende e alla spicciolata si inizia a fare colazione. Terminato di assumere cibi e bevande di ogni colore, smontiamo il campo, ci vestiamo e via verso l’ingresso della grotta. Caldo, troppo caldo per camminare con tuta e sottotuta, ma per fortuna l’avvicinamento è breve. Eccolo! Siamo all’ingresso. Entrano tutti e io chiudo il gruppo, non vedo l’ora di entrare perché non capisco più nulla per il caldo. Sono le 9:15 e inizia la nostra visita a Lovettecannas.

Pian piano ci addentriamo sempre più nella grotta, abbiamo qualche piccolo problema di orientamento ma lo superiamo con disinvoltura; se cerchi trovi il cartellone col rilievo e l’indicazione “voi siete qui”. Bisogna avere un po’ di pazienza. Ci lasciamo alle spalle le strettoie che ci portano a quella del 15 agosto, iniziamo a passare uno alla volta. Assistiamo a prove di contorsionismo e di forza degne di un circo, il tutto per evitare un pozza d’acqua ed il contatto di questa con la pancia.

Abbiamo cosi oltrepassato la prima parte della grotta, quella più impegnativa per la presenza delle strettoie. Ma niente di complicato per chi ha già trascorso un po’ di ore in grotta. Il resto della cavità si presenta come un susseguirsi di sale una più grande dell’altra. E tutte belle. Ci addentriamo fermandoci spesso ad ammirare la varietà di concrezioni che ci vengono offerte. Una moltitudine di forme e colori incredibile. Giungiamo presto alla frana, Claudia e Francesca entrano ed iniziano a scendere per qualche metro. Io le raggiungo presto e le supero, continuando per qualche metro. A questo punto decidiamo se continuare o se uscire per raggiungere gli altri al mare. Vince la seconda opzione.

I costumini di Cla e Fra sono in macchina che saltellano impazienti di essere indossati.

Risaliamo un pochino in cerca di un posto più comodo per mangiare, si mangia poco. Io non avevo tanta fame, alcuni hanno evitato in previsione di bagnarsi nelle strettoie altri per evitare di appesantirsi troppo prima della risalita.
In men che non si dica arriviamo alla strettoia del 15 agosto.

Lamentina prende l’iniziativa e passa per prima e da li in poi guida la carovana prendendosi dietro anche il mio zaino e chi la ferma più! Brava Francy!!! A dire il vero nei saloni conduce spesso lei assistita da Claudia. Gli ex corsisti crescono.

Dopo poco tempo siamo in prossimità dell’uscita della grotta, già qualche metro prima si inizia a sentire il caldo, iniziamo a capire a cosa andremo incontro una volta fuori. Ci svestiamo del superfluo, ricopriamo l’ingresso e via verso le auto, e verso la borsa frigo che ci sta custodendo la birra e il vinello. Ci cambiamo, alleggerendoci ulteriormente, e mangiamo. Finalmente. Saliamo in macchina, direzione mare, e casa di Giovanni, avremo scroccato una cena per ricambiare la piacevole visita che ci ha fatto la sera prima.

Sergio apre la strada. Claudia in sella alla macchina di Silvano ci segue. Dopo un dosso Sergio si rende conto che siamo rimasti soli, non sono più dietro noi. Aspettiamo. Passano dieci minuti e ancora nulla. Inizio a preoccuparmi e accendo il cellulare. Come pensavo. Trovo una chiamata di Francesca, capisco già che hanno avuto qualche problema. Chiamo e mi confermano che la macchina si è fermata. Torniamo su. Troviamo i tre fermi in una piazzola, chiediamo informazioni.

È successo che il filtro dell’olio ha deciso di suicidarsi andando ad impattare sulla superficie della strada, l’urto ha causato l’esplosione del filtro e la fuoriuscita di tutto il lubrificante contenuto nel motore. Silvano sale in macchina di Sergio e partano alla ricerca di qualche distributore aperto nel quale comprare un filtro e olio. Noi nell’attesa sistemiamo i materassini in terra e ci sdraiamo su, l’idea era quella di riposare ma caldo e mosche non hanno fatto si che riuscissimo in tale impresa.

Francy sente Eli, e dall’altro capo del telefono ci annunciano che sarebbero saliti a recuperare i dispersi. Incontriamo uno speleo veronese che ci offre un passaggio sino all’attacco della 125, e da li in 6 in macchina sino alla pizzeria Pisaneddu. Punto di incontro con ELIsoccorso che arriva dal sud della Sardegna. Ero talmente stanco che ho impiegato un po’ di tempo a capire la battuta, ma alla fine ci sono arrivato. Bravo Dapi

Mangiamo la pizza, beviamo birra, caffè e un amaro (offerto dalla casa), la Ely’s car carica l’equipaggio sprovvisto mi mezzo meccanico e se lo porta a Cagliari. Io entro in macchina e dormo per tutto il viaggio del rientro. Da qui in poi non posso raccontare più nulla.
Posso di certo dire che il fine settimana è stato fantastico, bellissima la grotta, altrettanto la compagnia. Mi e ci ha fatto molto piacere ricevere la visita di Giovanni. Peccato per l’incidente ma sono cose che capitano. Anche io ho gia dato, l’importante è riuscire a risolvere tutto. Il giorno seguente la macchina è stata recuperata dal legittimo proprietario con il supporto logistico di Claudia che lo ha accompagnato a Baunei.

un grazie a Gian Mario ed Elisabetta (che formale che sono… Giuma ed Eli!) per essere saliti a Baunei a recuperarci.

Erano Presenti: Sergio Pillai, Silvano Zucca, Andrea Putzu, Francesca Manca, Claudia Mura ed il sottoscritto.

Davide Pili

 

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